Presentazione del libro: Gli occhi della follia

Libro Tito SaffiotiNello Spazio Tadini di Milano, lo scorso martedì 12 gennaio, Dario Fo ha presentato il libro “Gli occhi della follia - Giullari e buffoni di corte nella storia e nell’arte” di Tito Saffioti .

Questo ennesimo lavoro del giornalista e scrittore Saffioti che, ricordiamo, dal 1968 si occupa di folclore e di storia medievale e rinascimentale, segue altre due pubblicazioni di argomento giullaresco: “I Giullari in Italia” del 1990 e “E il signor duca ne rise di buona maniera. Vita privata di un buffone di corte nella Urbino del Cinquecento” del 1997.

Nella scheda illustrativa del volume viene sottolineato come “La figura atipica del buffone di corte ha attraversato i secoli con il passo sbilenco della sua atipicità sociale.... Benché ferocemente contrastati dalle istituzioni civili ed ecclesiastiche (da cui erano definiti ministri Satanae), essi soddisfacevano un bisogno essenziale della natura umana, quello del gioco e dell’evasione. Questo faceva sì che fossero pressoché immancabili nelle mense di principi, duchi, abati e perfino papi”.

Questi personaggi, passati ora sotto la lente dell’acuta osservazione dell’Autore attraverso una miriade di fonti: miniature, dipinti, affreschi, incisioni, misericordie, statue, arazzi, marottes, rappresentano tante facce di un complesso fenomeno di intrattenimento cortigiano che sovente viene associato, e talvolta confuso, con la “giulleria” medievale senza considerare che, proprio nel XIII secolo, un’apposita declaratio del re Alfonso X “El Sabio” aveva invece stabilito che potevano definirsi “giullari”, e quindi possedere un fondamento di dignità artistica come musici itineranti, soltanto coloro che sapevano esercitare l’arte di suonare strumenti, cantare e comporre in versi e in musica. Nonostante ciò, anche i giullari subirono sempre il medesimo trattamento che i Signori dell’epoca erano soliti riservare ai buffoni.

“Jongleurs et Ménestrel” raccomanda quindi la lettura del libro di Saffioti in quanto costituisce un ulteriore e significativo momento di conoscenza del mondo medievale, un universo umano che teneva ai margini di quella società tutti coloro che, per varie motivazioni, intendevano esercitare un’attività artistica, ludica e ricreativa che in nessun modo era riconducibile nella rigida struttura sociale dei tre ordini: “oratores”, “bellatores” e “laboratores”, ovvero “religiosi, guerieri e contadini”. 

Tito Saffioti, Gli occhi della follia. Giullari e buffoni di corte nella storia e nell’arte, Milano, Book Time, 2009 (€ 30,00).

 
Creative Commons License Jongleurs.it - All Rights Reserved - Web Design: Servizi Web Marketing