Fonti di musica Spagnola

frontespizio cantigasMolteplici sono le composizioni musicali della Spagna medievale, raccolte in famosissimi codici. Le più importanti sono caratterizzate dalle Cantigas , affini alla Lauda italiana ma, in senso strettamente musicale, legate allo zejel arabo per la struttura: A - B - A (Estribillo - Coplas - Estribillo, cioè “ritornello - strofa - ritornello”).

 Elenchiamo i codici più significativi:

“Cantigas de Santa Maria”, redatte nello scriptorium di Alfonso X El Sabio, re di Castiglia e Leòn, tra il 1250 e il 1280. Rappresentano il codice musicale più prestigioso della monodia cortese del Medioevo europeo. Scritte in galiziano, lingua aristocratica, narrano i miracoli della Vergine, tratti da racconti assai diffusi nell’Europa del tempo, e sono organizzate in Cantigas de miragres (canti descrittivi di miracoli) e Cantigas de loor (canti di lode), quest’ultime una ogni dieci.

 Quattro gli esemplari pervenutici (sec. XIII):
MS b. I. 2 (Bilioteca del Monastero dell’Escorial)
MS T.j.I (Biblioteca del Monastero dell’Escorial)
MS 10069 (Biblioteca Nazionale di Madrid)
MS Banco rari 20 (II.1.213) (Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze), privo di musica.

“Libre Vermell”, MS n. 1, dell’Abbazia di Montserrat in Catalogna. E’ costituito da un codice (sec. XIV – XV), con copertina rossa (da cui il suo nome Vermell), all’interno del quale compare una breve silloge di 10 brani musicali, alcuni polifonici a due e tre voci, altri eseguibili a canone, che mostrano precisi riferimenti coreutici, riconducibili a danza sacra, da eseguirsi in ballo tondo, come indicato espressamente dall’amanuense in lingua latina (ad trepudium rotundum) e in catalano (a ball redon).

“Codex de Las Huelgas” (sec. XIV) dell’omonima abbazia cistercense, nei pressi di Burgos nella Castiglia vecchia, fondata da Alfonso VIII. Costituisce la prima fonte che utilizza la notazione franconiana che si rivela di grande aiuto nell’interpretazione analogica dei repertori con notazioni musicali più ambigue. Il suo contenuto consta di n. 45 brani monofonici e n. 141 polifonici.

“Codex Calixtinus” della Biblioteca della Cattedrale di Santiago di Compostella. Conosciuto anche con il nome di Liber Sancti Jacobi o più semplicemente Jacobus, risale al sec. XI- XII, ed oltre a rappresentare la più antica guida del Camino Sancti Jacobi, riporta nel 1° e nel 5°, dei suoi cinque libri che lo compongono, un gran numero di brani musicali.


Fonti bibliografiche e musicali:

  • El Lllibre Vermell de Montserrat – Cantos y danzas a cura di Carmen Gόmez Muntané. Los libros de la Frontera, S. Cugat del Vallés (Barcellona) 1990.
  • Monumentos Historicos de la Musica Española: Cantigas de Santa Maria de Alfonso X el Sabio. Servicio de publicaciones del Ministerio de Educacion. Madrid 1979.
  • H. Angles, El “Llibre Vermell” de Montserrat y los cantos y la danza sacra de los peregrinos durante el siglo XIV, in Anuario Musical, X (1955), 45.
  • H. Angles, La Música de las Cantigas de Santa Maria del Rey Alfonso el Sabio 4 vols., Diputaciόn Provincial de Barcelona, 1943 - 1964.
  • R. Pla Sales, Cantigas de Santa Maria nueva trascripción integral de su música según la metrica latina. Madrid 2001.
  • J.C. Asensio Palacios, El Codice de las Huelgas. Editorial Alpuerto, S.A., Daganzo (Madrid) 2001.


(Testo mandato in rete il 6 novembre 2004, revisionato dall’autore il 31 gennaio 2010)

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