La Lauda

“Lauda” è termine del linguaggio della chiesa ed indica un canto di lode. Nella liturgia infatti l’ufficio delle laudi rappresenta la prima delle ore canoniche ma, nel nostro caso, il termine sta ad indicare una forma particolare di canto che definiremmo in maniera molto più articolata: canto parareligioso, popolare, ad uso collettivo, monofonico, in lingua volgare e generalmente anonimo.

In quale contesto si forma la “lauda”? Nei secoli XIII e XIV, i Comuni italiani, vere città stato, godono di un notevole sviluppo politico, economico e culturale; l’espansione dei rapporti commerciali, anche a seguito delle Crociate, rafforza la potenza e la ricchezza di città portuali che diventano Repubbliche marinare (Venezia, Genova, Pisa, Amalfi); nascono inoltre le prime Università: Bologna (1119), Padova (1222), Napoli (1224), Roma (1244).

A questo scenario positivo si contrappone tuttavia un clima di forte rivalità tra varie città che si contendono zone d’influenza territoriale (Firenze contro Siena; Genova contro Pisa per citare esempi eclatanti), un altrettanto clima di forte attrito si instaura tra potere spirituale e potere temporale (lotte tra papato e impero); non ultima, emerge una contrapposizione tra clero secolarizzato e riformatori ortodossi e anche eretici (Valdesi, Albigesi e Catari).

Nel bel mezzo di questo movimentato scenario, si staglia la figura di Francesco d’Assisi, predicatore di una riscoperta semplicità evangelica che, nel suo “Cantico delle Creature” trova non soltanto la più alta espressione spirituale, ma il prototipo di un innovativo genere poetico quello appunto della “lauda”, ovvero del canto di lode.

Francesco d’Assisi

Nata quindi nel sec. XIII, nelle regioni dell’Umbria e della Toscana, con un illustre ascendente nella “ballata” già praticata dai poeti in lingua volgare del tempo, la “lauda” si diffonde ben presto e, via via caricandosi sempre più di nuova pietà, diventa canto di devozione che darà vita a confraternite laiche (“Laudesi” e “Flagellanti”) il cui scopo principale sarà quello di intervenire attraverso il canto nelle processioni o in alcune liturgie occasionali.

Le fonti che oggi documentano questo particolarissimo genere poetico-musicale sono rappresentate da due codici:

  • il Laudario Cortonese (cod. 91 della Biblioteca comunale di Cortona) risalente al 1270 e rinvenuto casualmente nel disordine di una soffitta nel 1876;
  • Laudario Cortonese Laudario Cortonese
  • il Laudario Magliabechiano (MS Banco Rari 18 della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze).

Laudario Magliabechiano

Il Laudario Cortonese, giuntoci in un unico esemplare molto consunto a testimonianza di un suo prolungato utilizzo, comprende 46 laude in lingua volgare, musicate in notazione neumatica quadrata su rigo musicale di quattro linee, ad uso della Confraternita di Santa Maria della Laude di Cortona.

Le prime 16 composizioni sono di soggetto mariano, le altre ricalcano approssimativamente il calendario liturgico, quantunque 7 di esse ci parlano della vita di Gesù:

  • L’Annunciazione,
  • La Natività,
  • l’Adorazione dei Magi; quindi un piccolo panorama della vita del Signore e l’annuncio delle sue future sofferenze con l’Entrata a Gerusalemme,
  • la Passione,
  • la Crocifissione,
  • la Risurrezione.

Il Laudario Magliabechiano, composto nei primi decenni del sec. XIV, viene indicato anche con il nome di Laudario Fiorentino perché appartenuto dapprima alla Confraternita fiorentina di Santa Maria, che si riuniva presso gli agostiniani di Santo Spirito, e poi alla Confraternita degli Umiliati d’Ognissanti.

Il contenuto di questo secondo laudario è più ampio di quello di Cortona, vi compaiono infatti 97 laude delle quali 20 sono comuni con il “cortonese”. I testi musicati sono 88 e 10 di loro hanno somiglianza di melodia in entrambi i codici.

Segnaliamo agli estimatori di questo genere musicale alcune laude dal forte fascino evocativo: “Laude novella sia cantata”; “Ave donna santissima”; “Fammi cantar l’amor”; “Magdalena degna da laudare”; “Voi ch’amate lo Criatore”, quest’ultima registrata anche in un cd di musica leggera dalla voce di Mina.



(Testo mandato in rete nel 2005, revisionato dall’autore il 31 gennaio 2010)

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