Cantori d’amore: i Minnesänger

MinnesangerAlla Francia ed ai suoi poeti-musici, Troubadours e Trouvères, va riconosciuta la primogenitura per aver fatto sorgere la prima scuola poetica dell’Europa moderna, anche mediante l’abbandono dell’uso del latino e prediligendo il nascente linguaggio volgare romanzo.

L’innovativo fenomeno poetico, originato nel Midi francese, si trasferì nelle regioni del nord e, prima di spegnersi alla fine del sec. XIII, riuscì ad improntare la produzione poetica in volgare di altri paesi quali la Spagna, l’Italia, la Germania ed anche nazioni più refrattarie come l’Inghilterra e l’Ungheria.

Potrà apparire singolare, ma a veicolare la diffusione di questa nuova poetica furono determinanti proprio dei matrimoni.

Per il travaso della poetica trovadorica in quella trovierica dobbiamo risalire alle nozze di Eleonora d’Aquitania (nipote di Guglielmo IX di Poitiers indiscusso primo trovatore della storia) con Enrico II il Plantageneto, Duca di Normandia e successivamente Re d’Inghilterra. La colta e raffinata Eleonora, adusa alla ritualità del fin’amor e dell’amor cortese, condusse con sé menestrelli (secondo alcune fonti addirittura lo stesso trovatore Bernart de Ventadorn) in grado di eseguire la produzione poeticomusicale trovadorica che costituì un seme fruttifero per la gemmazione della poetica dei Trovieri.

Analogamente avvenne per la nascita della poesia amorsa in lingua germanica. Pur riconoscendo che nei paesi di lingua tedesca fosse già attiva una tradizione musicale autoctona, la presenza del troviere Guiot de Provins, al seguito di Beatrice di Borgogna che nel 1156 andò sposa all’imperatore Federico Barbarossa, è comunque indicativa di un avvio di scambi culturali tra le due aree, quella francese e quella tedesca, anche mediante la trasmissione di canzonieri o dei soggiorni stessi di giullari francesi nelle corti germaniche.

Ma cerchiamo di focalizzare meglio ciò che accadde nel sec. XIII nei paesi germanici. E’ indubbio che, al pari di quanto avveniva in tante regioni europee, anche in Austria e in Baviera la diffusione della cultura musicale  nel Medioevo si realizzò tramite gli ordini religiosi (Benedettini, Cistercensi e Agostiniani) nei cui monasteri di Gottweig, Krems, Heiligenkreuz, St. Florian, i monaci curavano e insegnavano il canto sacro.

La musica profana invece si affermò soprattutto per merito della “canzone amorosa” e Minnesänger è il nome con il quale furono chiamati i poeti-musici tedeschi in quanto Minnesang (letteralmente da Minne = amor cortese e Sang = canto) era il movimento dal quale essi presero le mosse, probabilmente dalla Baviera e dall’Austria, ma una seconda corrente, attraverso il basso Reno, introdusse questa poetica anche in Renania, Turingia e Svizzera.

In Austria la produzione musicale dei Minnesänger fiorì alla corte dei Granduchi Babenberg, dove risiedevano a Vienna già dal 1156, presso i quali si affermò l’arte dell’alsaziano Reimnar von Hagenau e soprattutto quella del suo successore Walter von der Vogelweide il quale, in quanto aveva saputo fondere gli elementi dell’arte trovadorica provenzale con quelli della musica austro-bavarese, a buon diritto si vantava di aver insegnato all’Austria a cantare ed a raccontare.

La produzione musicale dei Minnesänger, sviluppata in due o tre fasi creative, si è conservata in codici piuttosto tardi rispetto al loro periodo operativo: i principali sono il canzoniere di Jena (sec. XIV con 91 melodie) e quello di Colmar (sec. XVI con 107 melodie).

La dipendenza delle composizioni dai modelli francesi è abbastanza evidente e per ognuno dei generi si riscontrano denominazioni pressoché corrispondenti: il Lied (dalla canso); il Tagelied (dall’aube); il Leich (dal lai); lo Spruch (dal sirventes), per citarne alcuni più rappresentativi.

Il declino della poesia amorosa tedesca si manifestò dopo la morte del poeta Heinrich von Meissen (1318) e la sua eredità fu raccolta dai Meistersänger, i Maestri Cantori (da Meister = maestri e Sang = canto), ma la loro produzione musicale fu tutt’altra cosa perché estranea agli ambienti di corte e più rappresentativa della classe borghese-cittadina.

Cenni biografici dei più noti Minnesänger

Neidhart von Reuenthal:

Neidhart von ReuenthalMinnesänger ministerialis (con ufficio retribuito) alla corte di Baviera, vissuto tra il 1180 ca. e il 1250 ca.

Le notizie biografiche che lo riguardano si riducono a pochi cenni sui soggiorni che ebbe nelle varie corti dei sovrani che gli accordarono protezione: Ottone II di Baviera, Leopoldo di Babenberg (con il quale presumibilmente prese parte alla crociata del 1217-19), Federico il Bellicoso d’Austria (che gli concesse un feudo a Melk). Visse i suoi ultimi giorni a Lengenbach bei Tulln.

Il suo corpus di melodie pervenuteci e abbastanza ampio: 55 brani con testi non sempre ritenuti autentici.


 


Oswald von Wolkenstein

Oswald von WolkensteinMinnesänger, nato nel Castel Trostburg nel 1377 e morto a Castel Hauenstein nel 1445.

Discendente da un’antica famiglia nobile del Tirolo e desideroso di emulare gesta cavalleresche, fuggì poco più che decenne per girovagare, in una vita avventurosa, per l’Europa e per il Medio oriente. Dapprima si guadagnò da vivere componendo canzoni e prestando, come paggio, servizi umili in cucina e nelle stalle, successivamente intraprese una lunga carriera di viaggi e imprese militari. Durante una gara con l’arco perse l’occhio destro e tale menomazione è documentata dal ritratto che ce ne tramanda la sua figura di attempato signore.

Le traversie della sua movimentata esistenza lo portarono più di una volta a contatto con la prigionia e il carcere fino a subire una condanna a morte alla quale, a stento, riuscì a sfuggire.

Ancora sessantenne e invalido, prese parte alla guerra dell’imperatore Sigismondo contro i Turchi e gli Hussiti. Infine, stanco e intristito da una duplice vedovanza, si ritirò nei suoi possedimenti fino alla morte. I suoi resti riposano nell’abbazia di Novacella (Bressanone) ed un memoria marmorea è ancor oggi visibile nel vecchio cimitero accanto al Duomo di Bressanone.

Le sue composizioni, come specchio fedele di una vita tumultuosa, lo rivelano signore colto e  impetuoso guerriero. Ampia è la produzione musicale: 105 composizioni di cui 40 polifoniche a 2, 3 o 4 voci.


Tannhäuser

TannhäuserDietro codesto nome (ed alle varianti Danhuser, Don heusser, Tanvser, Tanhûser) si individua probabilmente il minnesänger Thannhausen, vissuto all’incirca tra il 1205 e il 1266.

Di nobili origini, fu crociato nel 1228-33 (V crociata) e combatté nella guerra contro Cipro. Tornato in patria, godette della protezione, a Vienna, di Federico il Bellicoso ed alla morte di questi, avvenuta nel 1246, si trasferì presso Ottone II di Baviera.

Ridotto in miseria, condusse una vita errabonda presso varie corti della Germania nord-orientale fino agli anni 1265-66 allorché si perdono le sue tracce.

Della sua produzione musicale sono pervenute due melodie rispettivamente nel MS Colmar e nel Singebuch di Adam Puschmann.


Walter von der Vogelweide

Walter von der VogelweideMinnesänger nato probabilmente in Tirolo nel 1170 ca. e morto a Würzburg verso il 1230. La sua designazione di her nei manoscritti è indicativa di uno status nobiliare la cui origine tuttavia è incerta. Non sappiamo infatti se appartenesse a famiglia di piccola nobiltà, oppure se l’appellativo facesse riferimento alla sua investitura di un modesto feudo da parte di Federico II di Svevia.

La sua produzione artistica avvenne comunque all’ombra di favorevole protezione di diversi sovrani: il duca d’Austria Leopoldo V e Federico I (1195-98) alla cui morte il poeta lasciò Vienna per approdare dapprima alla corte di Filippo di Svevia, poi a quella del langravio di Turingia Ermanno presso il quale conobbe Wolfram von Eschenbach.

Nel 1212 andò alla corte dell’imperatore Ottone IV e nel 1220 si stabilì a Würzburg, nel suo feudo assegnatogli da Federico II al cui seguito, non sappiamo con certezza, se si recò in Terrasanta nella crociata del 1228-29 alla quale si ispira la sua famosa composizione Palästinalied. E’ sepolto nella cattedrale di Würzburg.

Al contrario della sua ampia produzione poetica, raccolta in 24 manoscritti, quella musicale si limita a poche melodie e non sempre di unanime attribuzione.

Bolzano Monumento a Walter Bolzano monumento a Walter von der Vogelweide

(Testo mandato  in rete nel 2005, revisionato dall’autore il 31 gennaio 2010)

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