Strumenti a confronto con antiche iconografie
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| Strumenti a confronto con antiche iconografie |
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Nel corso della nostra pratica musicale abbiamo raccolto un ragguardevole numero di strumenti realizzati da artigiani liutai o da importanti ditte specializzate nel ramo dell’antica organologia.
A beneficio di estimatori ed appassionati cultori, riproduciamo alcuni nostri esemplari confrontandoli con immagini tratte da iconografie antiche.
STRUMENTI AD ARIA
Organo portativo: strumento assai diffuso nel corso del sec. XIV, pur presente nella musica di secoli precedenti. Il nostro strumento dispone di un mantice e di una minuscola tastiera (cromatica di due ottave ma, per esigenze di impianto costruttivo, priva del fa diesis grave) che azionano una doppia serie di canne di metallo in lega di stagno e piombo.
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Armonium indiano: strumento di piccole dimensioni (di provenienza asiatica) nel quale l’aria, prodotta da un mantice a mano, mette in vibrazione serie di ance metalliche controllate da una tastierina cromatica. L’uso dell’armonium indiano surroga l’organo portativo.

Flauti diritti: famiglia di flauti “a becco” che nella musica antica ha avuto un’importanza notevole. Gli strumenti in dotazione riguardano copie del periodo rinascimentale, a canneggio cilindrico.
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Tabor-pipe: il nome (letteralmente flauto e tamburo) evidenzia uno strumento ad aria (in Provenza conosciuto anche come galoubet) della famiglia dei “flauti a becco”. La sua caratteristica peculiare consiste nell’avere tre fori che permettono di suonare con una sola mano, utilizzando i suoni armonici prodotti con una maggiore emissione di fiato. In tal modo l’altra mano è libera di azionare una bacchetta per produrre simultaneamente accompagnamenti ritmici sia con un tamburino appeso al polso, sia con un tamburo più grande a tracolla, oppure con un oblungo salterio a percussione, il cosiddetto Tamburino di Bearn.
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Gemshorn: famiglia di “flauti globulari” ricavati da corni di animale (generalmente di bue), svuotati, opportunamente forati e tappati alla base. Il nome Gemshorn deriva dall’utilizzo che un tempo si faceva del corno del camoscio (Gems) nella fabbricazione di questo particolare flauto.
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Traversa: flauto ad imboccatura laterale di origine asiatica. Importato in Europa dall’oriente nel sec. XII, durante il Medioevo fu usato soprattutto nella musica militare. In prosieguo di tempo venne chiamato anche col nome di Flauto Alemanno, ovvero tedesco.
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Cornamusa: strumento rinascimentale (a cannello semplice e privo di serbatoio per l’aria), munito di ancia doppia installata in un’apposita capsula. Produce un suono, dal vago sapore pastorale, di intensità contenuta per la presenza di un tappo all’estremità dello strumento.

Cromorno: strumento, di forma ricurva, ad ancia doppia incapsulata e dal suono più robusto della cornamusa. Il suo nome deriva dal tedesco Krum Horn che significa appunto corno ricurvo. Introdotto con ogni probabilità nel 1300, si diffuse in Francia, Germania e Italia, ma fu abbandonato subito dopo il Rinascimento per l’impossibilità ad ottavizzare, ovvero l’impossibilità di emettere suoni in un registro superiore a quello base nel quale lo strumento era stato costruito.
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Rauschpfeife: strumento di forma diritta, ad ancia doppia incapsulata, con corpo strumentale conico e piccolo padiglione alla base, conosciuto anche con il nome francese Hautbois de Poitou. Compare su miniature del XII secolo ma ha un’origine, al pari di altri strumenti ad ancia, che risale all’antichità egiziana (ca. 2000 a.C.). Il suono prodotto è molto robusto e perciò adatto per esecuzioni all’aperto.

Schalmei: strumento ad ancia doppia libera, di forma simile a quella del flauto diritto, ma con canneggio interno conico e con padiglione molto pronunciato al fondo. Il suo nome deriva dal latino calamus (canna). Molto diffuso nelle raffigurazioni pittoriche e nelle miniature, è conosciuto anche con altri nomi: chalemies, xeremia, raïta, zurla, sona, piffaro, bombarda. Al pari del Rauschpfeife, il suo impiego era riservato alle musiche all’aperto.
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Bombarda: famiglia di strumenti ad ancia doppia libera, con corpo strumentale conico, che svolse un ruolo molto importante nella musica rinascimentale. La sua evoluzione ha dato luogo all’oboe moderno. Produce un suono robusto, adatto a musiche de plein air, e per tale motivo lo troviamo sempre presente negli ensembles di Alta cappella.
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